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Tra ottobre e dicembre 2025 la Commissione ha raccolto, attraverso una consultazione online estesa a tutti gli Stati membri, oltre 41.000 contributi da parte di bambini e ragazzi dell’Unione europea.

Dalle risposte emerge un dato ricorrente: la semplice esistenza dei servizi non garantisce, di per sé, un accesso equo. Molti minori percepiscono infatti che le opportunità concrete restano fortemente condizionate dal contesto sociale, economico e personale di appartenenza.

Nelle testimonianze raccolte, la povertà è descritta non solo come mancanza materiale, ma anche come fattore di isolamento, imbarazzo e riduzione della partecipazione alla vita quotidiana. Sono inoltre richiamate forme di discriminazione legate, tra l’altro, alla disabilità, all’origine etnica, alla condizione migratoria e al genere.

I partecipanti hanno indicato come priorità il bisogno di ambienti sicuri, relazioni affidabili con adulti di riferimento, attenzione alla salute mentale, costi sostenibili per scuola, sanità, cibo e alloggio, nonché un ascolto autentico nelle decisioni che incidono sulla loro vita.

Secondo quanto annunciato, i risultati completi della consultazione saranno diffusi in un rapporto dedicato, accompagnato da una versione accessibile ai bambini. I materiali raccolti dovrebbero contribuire sia al rafforzamento della Garanzia europea per l’infanzia sia all’aggiornamento delle strategie di contrasto alla povertà.