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La fase pilota del sistema europeo di garanzia per i bambini vulnerabili (Child Guarantee) “Leading the way for Europe’s children”, attuata grazie al partenariato tra la Commissione europea in collaborazione con l’ufficio regionale dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale (ECARO), ha visto il suo esito conclusivo nella due giorni, il 20 e 21 aprile, a Sofia (Bulgaria).

Si è trattato di un evento di alto livello a cui hanno partecipato gli esponenti dei governi dei 7 paesi (Bulgaria, Croazia, Grecia, Germania, Italia, Lituania e Spagna), in cui la fase pilota aveva preso avvio nel luglio 2020, nonché i rappresentanti della società civile, ma anche gli adolescenti e i giovani.

La giornata del 20 aprile, dedicata ai lavori della Conferenza, ha visto la partecipazione del Commissario europeo per il lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit e del Presidente del Comitato delle nazioni unite sui diritti dell’infanzia, Mikiko Otani.

In rappresentanza del governo italiano, erano presenti il dott. Gianfranco Costanzo, capo del Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del consiglio dei ministri e la dott.ssa Maria Teresa Bellucci, Viceministro del lavoro e delle politiche sociali. Ha partecipato anche una delegazione di adolescenti e giovani in rappresentanza dello Youth Advisory Board.

“Un onore rappresentare l’Italia all’evento conclusivo della terza fase pilota del sistema europeo di garanzia dell’infanzia. Un progetto europeo che ha l’obiettivo di prevenire e combattere l’esclusione sociale delle persone di minore età più vulnerabili, garantendo loro una serie di prestazioni fondamentali: servizi educativi per la prima infanzia, assistenza sanitaria, alloggio adeguato e alimentazione sana. I dati nazionali ci indicano come ancora oggi, minori di età e adolescenti restino una delle categorie più esposte al rischio di povertà ed esclusione sociale. Una condizione che interessa circa 1 minore su 3, con particolare riferimento a coloro che hanno un background migratorio, disturbi psichici o presentano disabilità”, ha sottolineato il Viceministro del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.

La stessa ha poi focalizzato l’attenzione sulla sezione speciale del Piano di Azione Nazionale di attuazione della Garanzia Infanzia (PANGI), dedicata ai minorenni ucraini, oltre 4.000, in particolare a quelli non accompagnati, per i quali sono previste misure specifiche in grado di rispondere alle loro esigenze. È data anche particolare attenzione alle famiglie numerose o plurifamiliari, specialmente quelle provenienti da altri paesi.

“In Italia, la fase sperimentale della Garanzia Infanzia ha coinvolto 5 gruppi target in 10 regioni tra Nord, Centro e Sud raggiungendo oltre 4.000 bambini e adolescenti, 600 caregivers e oltre 500 operatori. Numeri importanti, che devono spingerci a continuare in questa direzione. Il nostro obiettivo, come governo e come nazione è quello di garantire a ogni minore di età il diritto a una vita sana e crescita ottimale, a prescindere dalle condizioni sociali o economiche che rischiano di comprometterne lo sviluppo”, ha continuato il Viceministro Bellucci.

Ha poi concluso affermando che “A livello locale, il governo, ci aiuta a contribuire all’attuazione degli obiettivi nazionali, perché in tal modo si è in grado di identificare le attività specifiche e necessarie da intraprendere in ogni regione. È altresì importante il sistema di monitoraggio, per capire la qualità dei servizi in tutti gli ambiti, dall’istruzione alla salute, nonché i progressi raggiunti”

È intervenuto poi il dott. Costanzo, il quale ha evidenziato l’importanza del ruolo della famiglia per la crescita dei minori di età e lo sviluppo delle loro potenzialità. Per questo, è necessario garantire alle famiglie l’accesso a tutti i servizi di cui hanno bisogno.

“La pandemia di Covid-19 ha inciso fortemente sul fenomeno della povertà infantile. Infatti, in Italia oggi ci sono circa 1,3 milioni di bambini e bambine che vivono in condizioni di povertà estrema,” ha affermato rammaricato il dott. Costanzo, aggiungendo anche come “la povertà ha colpito soprattutto le famiglie con più figli e le famiglie di immigrati.”

Ha poi messo in rilievo come vi siano divergenze per quel che concerne la disponibilità e l’accessibilità ai servizi, considerando le diverse aree geografiche del paese. In particolare, le aree più remote sono quelle che presentano maggiori difficoltà. In alcuni casi, i servizi ci sono, ma non sono sempre accessibili, ad esempio, le famiglie di immigrati devono affrontare diverse sfide, non solo quella di accesso ai servizi ma anche quella relativa alla barriera culturale che rende difficile l’utilizzo dei servizi stessi.

“Per questa ragione, e molte altre, è necessario attivarsi per aumentare il numero di centri di sostegno alle famiglie, in particolare nel sud Italia e continuare la formazione del personale specializzato nella cura dei minorenni. È importante che in futuro si replichi quanto fatto nelle Regioni pilota in tutte le altre regioni italiane” ha poi concluso il dott. Costanzo.

La riunione ha permesso agli Stati membri di condividere le esperienze sperimentate e i progressi raggiunti durante la fase pilota. Un modo per stimolare una riflessione congiunta e ispirare le future esperienze degli altri Stati membri.

La giornata del 21 aprile è stata invece dedicata alle visite specifiche sul campo, nel Centre for Early Childhood Development impegnato nel sostegno alle famiglie con minori di età in condizioni di disabilità e nella Community Support Centre, impegnata nel sostegno alle famiglie e ai minori di età, appartenenti alla minoranza etnica Rom. Entrambi i progetti sono stati realizzati a Stara Zagora in Bulgaria.